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15/05/2008

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L'esigenza della riparti   ...

 
Medicina Interna
 

Insulinoma in un gatto

Uno Shortair di 14 anni è stato presentato a visita con ipoglicemia ed attacchi apoplettici da diverse settimane. Il profilo ematico ha rivelato ipoglicemia (1.83 mmol/L *Range di riferimento 4.22 – 8.05 mmol/L), con concomitanti livelli normali di insulina (171 pmol/L *Range di riferimento 72 – 583 pmol/L). E’ stato sospettato un insulinoma ed è stata adottata una gestione alimentare e medica con scarsi risultati. E’ stata effettuata una laparotomia esplorativa ed è stata trovata una piccola neoformazione nel lobo sinistro del pancreas. La massa è stata rimossa e la diagnosi istologica è stata di carcinoma insulare vs insulinoma. Il gatto ha avuto un episodio di presunta pancreatite postoperatoria e seguentemente ricoverato per la gestione del caso. Successivamente stabilizzato non ha ripresentato sintomi clinici per 32 mesi dopo la chirurgia. Sono solo 4 i casi di insulinoma nel gatto riportati in letteratura, tutti primari e segnalati in soggetti anziani come nel soggetto ivi descritto. Quest’ultimo è, tuttavia, unico nel suo genere, per l’apparente scarsità di una recidiva locale e sviluppo di patologia metastatica, condizioni responsabili dell’evidente prolungato tempo di sopravvivenza. (ndr)

Fonte: JSAP (2008) 49: 38-40
S.N. Greene and R.M. Bright

Cardiologia
 

Caratteri di sopravvivenza e variabili prognostiche dei cani con rigurgito mitralico secondario a mixomatosi della valvola mitralica

Sono stati diversi gli studi effettuati sulla valutazione dell’evoluzione naturale e sulle variabili prognostiche in corso di patologia mitralica cronica su popolazioni eterogenee di cani. L’obiettivo del presente lavoro è quello di stimare la sopravvivenza ed i valori prognostici delle varibili cliniche ed ecocardiografiche nei cani con CMVI di varia gravità. Dopo essere stati sottoposti ad esami clinici ed ecocardiografici sono stati reclutati 558 cani di 36 razze. Il follow up medio è stato di 22,7 +- 13,6 mesi e la sopravvivenza media di 19,5 +-13,2 mesi. Sono state associate al tempo di sopravvivenza l’età > 8 anni, la Sincope, HR >140 bpm, la Dispnea, Aritmie, la Stadiazione dell’insufficienza cardiaca, la Terapia con furosemide, l’ESV-I >100 mL/m2, il rapporto Ao/AS >1,7, la velocità di picco massimo E transmitralico >1,2 m/sec, entrambi i lembi valvolari mitralici coinvolti dal processo. Per quanto concerne le morti cardiache tutte le variabili previste, eccetto la dispnea e l’EDV-I >100 mL/m2, sono state significativamente associate al tempo di sopravvivenza. Variabili significative (ottenuti con svariate analisi statistiche), tutte cause di morte, sono state la Sincope, Ao/AS >1,7, Emax > 1,2 m/s. Per la morte cardiaca la sola variabile significativa è stata data dal rapporto Ao/AS >1,7. La lieve CMVI si è mostrata una condizione relativamente benigna nei cani. Alcune variabili cliniche possono preannunciare un alto rischio di morte, pertanto, potrebbero essere sfruttate per aumentare i controlli di monitoraggio su tali pazienti. (ndr)

Fonte: JVIM 2008; 22: 120 -128
M. Borgarelli, P. Savarino, S. Crosara, R. A. Santilli, D. Chiavegato, M.Poggi, C. Bellino, G. La Rosa, R. Zanatta, J. Haggstrom, and A. Tarducci

Diagnostica per Immagini
 

Anatomia ecografica dei linfonodi addominali del gatto

I linfonodi sono strutture fondamentali da esaminare ogni qualvolta si effettui un’ecografia addominale. E’ stato ipotizzato che il progredire della tecnologia, della metodica e delle apparecchiature ultrasonografiche permetterebbero una quasi totale visualizzazione dei linfonodi addominali. Il lavoro è stato svolto sottoponendo ad esame ecografico real time dieci gatti clinicamente normali. I linfonodi iliaci mediali sono stati visualizzati nel 100% dei casi, i digiunali nel 90%, quelli epatici nel 70%, gli aortico-lombari, gli splenici, i pancreaticoduodenali nel 60%, gli ileocecali ed i colici nel 50%, mentre i renali, i gastrici, i sacrali ed i mesenterici caudali rispettivamente nel 40, 30, 20 e 10% dei soggetti. Alcuni fattori possono incidere sulla loro non corretta visualizzazioni, in particolare: la ridotta consistenza dei linfonodi stessi, il poco contrasto ecografico nonché l’interposizione di gas intestinale. Il lavoro è risultato utile a capire quanto possa servire ed essere applicabile l’ecografia nella visualizzazione dei linfonodi addominali nel gatto e permettere un’iniziale standardizzazione delle loro misure per approntare delle linee guida utili alla diagnostica differenziale. (ndr)

Fonte: Vet.Rad.Ultras, Vol. 49, No. 1, 2008, pp 68-72
E.SCHREURS, K.VERMOTE, V.BARBERET, S.DAMINET, H. RUDORF, J. H. SAUNDERS

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